LA CAVA ROMANA CON BABY CAI
Tornare alla cava romana per me, Riccardo, Leila e Paola, è stato un tornare all’inizio del nostro percorso, un tornare all’origine, al luogo dove la nostra avventura speleo è iniziata. Stavolta ci siamo tornati con conoscenze diverse, e con un’ottica diversa.
E’ strano osservare, a nove mesi dalla nostra uscita sociale, l’effetto dell’ipogeo sui profani, e noi allora eravamo così. Stavolta siamo anche noi ad aiutare gli ospiti con le bombolette generatrici di acetilene, e accompagnarli durante la progressione o semplicemente rassicurarli. E tutto ciò per assurdo, avviene con gli adulti, non con i bambini che invece sono a proprio agio all’interno della grotta; camminano senza ansie, sono curiosi e desiderosi di scoprire nuove strade, vogliono esplorare qualsiasi angolo, ridono, fanno domande e tranquillizzano i loro genitori.
Gli ospiti sono davvero tanti. Vengono divisi in due gruppi così che in grotta non ci sia un sovraffollamento. L’entusiasmo di tutti è a mille, e tutto va per il verso giusto, senza intoppi, senza incertezze: una macchina organizzativa perfettamente rodata. Nonostante l’enorme numero di persone, riusciamo comunque a goderci la grotta e troviamo il tempo anche per giocare un po’, e così dopo aver portato Lady Gaga con noi anche stavolta, il repertorio si arricchisce di un classico napoletano rivisitato: “...N’COPPA IAMM’E IA CUNICOLI’ CUNICOLA’”. Dopo questo, Simone decide che è il caso di metterci una pietra sopra, quindi tenta di chiudere qualcuno all’interno di un cunicolo, ma poi non so esattamente come, gli intrappolati vengono salvati dal TUBO di Andrea !!!!!!! Insomma, alle 15.30 siamo tutti fuori, pronti per il consueto banchetto che ci attende.
Molti ospiti del primo ingresso sono andati via, o si stanno preparando per andare; quelli del secondo gruppo, si trattengono un po’, ma poi decidono che è ora di andare via, e ci ritroviamo noi, fra noi e allora si che si fa sul serio!
Il cibo è abbondantissimo grazie anche alle due cuoche eccellenti che sono Rosy e Ignazina, ci sono antipasti, primi e secondi piatti; Tonino ci delizia col suo distillato di basilico, Andrea e Manu hanno la cioccolata da bere in tazze looney tunes, ci sono torte e dolciumi, insomma ci trattiamo davvero bene.
Il team, stavolta si impegna in disquisizioni prima di rispetto dell’ambiente e raccolta differenziata, poi storiche, argomentando di Assiri e Babilonesi. Si arriva a una conclusione univoca: I Babilonesi hanno fatto e inventato tutto, gli Assiri hanno vissuto di luce riflessa e sono diventati famosi senza fare niente grazie ai Babilonesi e al Nilo, Tigri ed Eufrate, mangiando il limo dei fiumi, e utilizzando la scrittura cuNeiforme inventata dagli altri!
Dopo aver disquisito di argomenti così alti, il team riflette comunque sugli effetti del carburo testati durante la giornata: stavolta i risultati contrastano con gli esiti precedenti. Pare che, il carburo adoperato su individui adulti ignari e non molto esperti, generi:
- STATI D’ANSIA
- PAURA DI INCENDIARE QUALSIASI AMBIENTE CIRCOSTANTE ANCHE IGNIFUGO
- TIC COMPULSIVI E STEREOTIPIE QUALI: ACCENSIONE DEL PIEZO, SBATTIMENTI DI BOMBOLETTE E ROTAZIONI RIPETUTE DEL RUBINETTO DOSATORE DELL’ACQUA
Date queste ultime osservazioni, si ritiene opportuno continuare lo studio su qualsiasi essere vivente e non, Assiri e Babilonesi compresi.
Concluso il briefing di fine giornata, aggiungerei anche, molto prima rispetto alla solita tempistica, siamo pronti per riprendere la strada che ci condurrà a casa.
Anche oggi tutti insieme abbiamo vissuto una bellissima esperienza perciò a tutti va il mio consueto ringraziamento: VI STIMO ragazzi! Alla prossima!
