BACU ESONE 31-07-2010

BACU ESONE

Dopo aver socializzato con i ragazzi con i quali si farà Bacu Esone, alle nove siamo operativi e si parte verso la cima.

Anche questa sarà una serie di prime volte: usare un bis bang o scendere in corda doppia, ma che importa? La grinta e l'entusiasmo ci sono!

Camminiamo almeno mezz'ora prima di arrivare ai primi tre salti del Bacu, il tempo di uno snack e si inizia la progressione. Mentre si aspetta, si scherza e si chiacchiera e in tutto ciò scopro di essere quella con meno esperienza. Infatti gli altri, compreso Bernard che pratica torrentismo in Francia, hanno tutti esperienza di anni, io solo di qualche mese! Da una parte la cosa mi spaventa, dall'altra mi incoraggia a fare bene! E ci siamo! Al primo salto eccomi a discutere con un albero che non ne vuol proprio sentire di lasciarmi andare perchè si era affezionato: UFF! Ma grazie alla guida delle ragazze e alla sicura di Marco il piccolo inconveniente si risolve e si scende, oh quanto si scende! Il paesaggio intorno è meraviglioso e pretende più di uno sguardo: che meraviglia! Passati i primi tre salti, ci muoviamo agevolmente. L'umore del gruppo è molto buono e Bernard ci delizia con i suoi aneddoti. Il silenzio della montagna è piacevolmente rotto dal canto delle cicale, e si arriva così agli altri salti. Alcuni sono facili e di qualche decina di metri, altri sono ben più impegnativi, ma sono pronta ad aggredirli. In particolare ce n'è uno che inizia in parete e poi continua nel vuoto: mi sento pronta e inizio la calata. Sembra semplice ma lo stacco tra parete e vuoto mi toglie il fiato. Esito sotto lo sguardo vigile di Ughetta e Dolores, tentenno ancora un pò e poi giù, giù e ancora giù: è una meraviglia lasciarsi andare e godersi il panorama. Ad attendermi sotto Marco che continua a farmi sicura e gli altri ragazzi che sono scesi prima di me. E' un susseguirsi di emozioni indescrivibili.

Si scende ancora, dobbiamo arrivare fino alla codula. Ancora altri salti più o meno semplici, ma anche in finale ce n'è uno un pò più tosto degli altri: per iniziare la calata bisogna fare un pò di pendolo lasciandosi andare frontalmente anzichè di spalle. Per me è una prova non indifferente, mi sento Jane aggrappata ad una liana. Seguo le istruzioni di Claudia e ancora una volta eccomi sospesa nel vuoto e pronta alla discesa. Superata la prova del pendolo, scendere non è difficile e il salto non è altissimo: ma che emozioni! Aspettiamo che tutti scendano e poi il tempo per mangiare insieme, lasciare il Bacu e continuare lungo la torrida Codula per riprendere le auto e andare via, non prima di aver fatto un bel bagno defatigante nel fiume.

E' stata davvero un'esperienza fantastica e mozzafiato. I miei ringraziamenti in primis vanno a Marco e Ughetta che, nonostante la mia inesperienza mi hanno voluta con loro e che mi sono sempre stati affianco durante la progressione. Poi ulteriori ringraziamenti vanno agli altri ragazzi che erano con noi : Gianluca, Davide, Dolores, Claudia, Francesca e Erica per l'occhio vigile e i preziosi consigli da esperti canyonisti quali sono; e infine al grande Bernard che ci ha deliziato con i suoi racconti sul canyonismo francese.

Ragazzi VI STIMO Stefania (Jane)

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